Rottura estiva a metà mese: arrivano le prime correnti atlantiche

Stiamo parlando della rottura estiva, ovvero di quel tempo che ormai conosciamo bene, con un caldo che ricorda più il sud-est asiatico che le nostre latitudini: definirlo semplicemente “tropicale” sarebbe riduttivo. Viviamo quindi un caldo intenso, opprimente e fastidioso, con temperature diffusamente sopra i 35°C che toccano anche i 40°C, valori che – lo ricordo ancora – non appartengono storicamente alle nostre latitudini e che ci ritroviamo addosso a causa di un’anomalia di grossa entità. Questa spinge masse d’aria dal Nordafrica verso nord, verso il Mediterraneo, arrivando a sconfinare anche sull’Europa occidentale, dove si registrano ondate di calore notturne persino più violente delle nostre, come in Francia, Spagna e Portogallo (una tendenza confermata anche dagli ultimi bollettini di Météo-France sull’ondata di caldo).

 

Queste situazioni atmosferiche sono estremamente anomale rispetto al passato: per almeno mille anni la stagione estiva è stata caratterizzata dalla presenza di un altro tipo di massa d’aria, quella dell’alta pressione delle Azzorre. Questa attualmente se ne sta in pieno Oceano Atlantico, molto distante da noi, e mitiga notevolmente il clima dei lembi di terra che emergono dal fondale marino, a differenza del nostro, che è ormai insopportabile. Basti pensare che a Madeira le temperature massime raggiungono in piena estate valori intorno ai 25-27°C. Nelle giornate più calde, nelle aree meno esposte al vento di nord-nordest, si arriva a poco di più: pensate che le Isole Canarie, pur trovandosi molto più a sud dell’Italia, hanno un clima decisamente migliore del nostro. Tra i fattori che incidono su questa differenza c’è anche l’Oceano Atlantico, che non è certo caldo come il Mar Mediterraneo, il quale invece trattiene e rilascia calore.

 

Cosa significa davvero “rottura” della stagione estiva

Tornando al tema della rottura della stagione estiva, occorre innanzitutto fare una distinzione: l’estate “per eccellenza”, quella di un tempo, non esiste più. Abbiamo ormai un’estate da sud-est asiatico, come dicevo prima. Cosa significa allora “rottura della stagione estiva” ai giorni nostri? Significa una riduzione del caldo, ma con temperature comunque sopra la media: una fase di instabilità atmosferica più accentuata, che non coincide affatto con la fine dell’estate. Del resto nemmeno in passato accadeva questo: un tempo il clima estivo era spesso molto soleggiato, ma decisamente meno caldo e afoso, magari con punte di 30-32°C e umidità concentrata soprattutto sulle coste e in Pianura Padana. Oggi le cose sono molto diverse, e non c’è bisogno che lo ripeta ogni volta.

 

I modelli matematici intercettano la possibilità – una possibilità però medio-bassa – di una rottura delle condizioni meteorologiche durante il periodo di Ferragosto, in un contesto comunque di grande caldo. Attenzione: non aspettatevi di dover tirare fuori la felpa, soprattutto in pianura o nelle città di mare. Niente di tutto questo: manterremo ancora notti tropicali, cioè temperature minime superiori ai 20°C, e in quel caso, al posto del sereno, avremo temporali di fortissima intensità che, a causa del contrasto termico, genereranno nubi a sviluppo verticale notevole. Si tratterà quindi di forti tempeste a carattere locale, fenomeni che scaricano in aree circoscritte grandi quantità di pioggia, grandinate e fulmini, portando anche un discreto refrigerio, soprattutto dove si verificano. Poi il caldo tornerà comunque a farsi strada: una riduzione vera e propria lo avremo solo alla fine di Agosto, c’è poco da fare, e probabilmente solo nei primi giorni di Settembre, come già accaduto negli ultimi anni – anche se va detto che a Settembre il tempo è molto mutevole (lo confermano anche le ultime tendenze meteo pubblicate da TempoItalia).

 

Il precedente di Settembre 2024 e 2025

Se andiamo indietro nel tempo, ad esempio a Settembre 2024 e Settembre 2025, ricordiamo un’improvvisa sfuriata di aria fresca a metà mese, con un abbattimento sensibile e temporaneo della temperatura: pochi giorni di grande fresco, perché l’aria arrivava addirittura dalla Russia. Va detto però che, essendo ancora Settembre, in Russia non fa certo freddo né c’è gelo diffuso, quindi le temperature si abbassano solo in modo sensibile. Bisogna anche ricordare che lo scorso Settembre 2025 si è vista la neve cadere sui Balcani fino a 200 metri di quota: qualcosa che poi, durante l’inverno, ha fatto fatica a riproporsi. Un vento da nordest, cioè addirittura dalle regioni siberiane, non lo abbiamo più rivisto in tutto l’inverno sulle nostre aree. L’aria fredda è invece giunta nel Nord Europa durante l’inverno, ma questo è un altro discorso.

 

Tornando quindi al tema della rottura stagionale del meteo, ci sarà, ma attenzione: non sarà così eclatante da rovinare i vostri progetti di vacanza. Le vacanze proseguiranno tranquillamente, non ci saranno tempeste di vento o cicloni, insomma situazioni straordinarie. Per quanto riguarda invece i temporali più violenti, quelli che arrivano dal mare, forse verso la fine del mese o dopo Ferragosto qualcuno comincerà a manifestarsi, quando inizierà a entrare un po’ di aria oceanica. Il mare, molto caldo, reagirà provocando questi temporali marittimi che in alcuni casi possono toccare la costa (un fenomeno approfondito anche nell’articolo di TempoItalia sui temporali in arrivo dal mare).

 

Il derecho della Corsica del 18 Agosto 2022

Fenomeni di questo tipo sono avvenuti anche in passato, e uno in particolare è rimasto nella memoria collettiva: un evento atmosferico che ha colpito la Corsica e che è arrivato a interessare gran parte del Nord Italia, fino a spegnersi in Austria. Era il 18 Agosto 2022, quando una grossa massa temporalesca si sviluppò a ovest della Corsica, la raggiunse e procurò danni ingentissimi, con vittime purtroppo anche in Italia a causa del transito di questa struttura organizzata. Si trattò di un sistema di dimensioni notevoli: il 18 Agosto, in Corsica, il vento raggiunse i 224 chilometri orari (i dati ufficiali su questo derecho sono riportati anche da TempoItalia).

 

La tempesta raggiunse poi la Liguria, dove in alcune aree della costa orientale si registrarono grandinate devastanti, capaci di creare buchi nelle tapparelle e danneggiare le auto. In Versilia caddero innumerevoli alberi, alcuni dei quali colpirono i villeggianti che si trovavano in roulotte o in tenda, causando purtroppo delle vittime. La tempesta si spostò poi verso nordest sotto forma di temporali di forte intensità, con altre grandinate, procurando danni anche in Austria. Questi fenomeni atmosferici ebbero però origine marittima: in quel caso l’evento non fu previsto nemmeno da uno dei servizi meteorologici di maggiore rilevanza, il Météo-France, che venne criticato aspramente per non aver anticipato una perturbazione che poi percorse addirittura l’Europa per 1500 chilometri (le polemiche dell’epoca sono ricostruite anche in un altro approfondimento di TempoItalia sul rischio derecho nel Mediterraneo).

Non si trattò comunque di una rottura della stagione estiva, perché non arrivò un vento da nord: l’estate continuò, il caldo proseguì gradualmente un po’ smorzato, ma sempre con temperature decisamente sopra la media (una dinamica simile a quella descritta anche nell’articolo di TempoItalia sui rischi crescenti di tempeste estive).

 

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