
Notti senza tregua e afa che non molla
Ne abbiamo parlato stamattina qui con il mio collega sulle notti tropicali, il caldo che non offre tregua nemmeno di notte. Però, iniziamo ormai dopo vari mesi anche ad abituarci a questa calura. In casa c’è chi metteva il climatizzatore a 24, poi a 26°C, adesso lo tiene a 28°C. Questa condizione è normale, il corpo ha avuto il tempo di abituarsi, e quando entriamo in un negozio o locale con il climatizzatore a 24°C sentiamo freddo. Il caldo ed il freddo sono una questione di percezione.
Inoltre, il caldo estremo di questi giorni si misura prima sulla pelle che con i termometri. Quel che vale è la percezione termica, non la temperatura esatta, perché se il caldo è asciutto, la percezione di calura è inferiore ed è detto caldo torrido, ma se è umido, allora si sente un caldo afoso, soffocante. Ieri una stazione meteo lombarda del sud aveva nel pomeriggio un valore di 38°C e 28°C di punto di saturazione dell’aria. Con 38 °C e punto di rugiada di 28 °C, l’umidità relativa è circa 56%. La temperatura percepita, secondo l’indice di calore, equivale a circa 50–51 °C.
In Valle Padana le giornate puntano dritte verso i primati storici, con massime ormai vicine ai 40°C e potrebbero superarle se dovesse calare il tasso di umidità. Valori analoghi si registreranno in Sardegna e sulle regioni centrali tirreniche, in estensione al Sud e alla Sicilia. Ma in Val Padana il priblema è la stagnazione dell’aria che mantiene valori minimi altissimi, anche maggiori rispetto al resto d’Italia, specialmente nel settore occidentale.
La domanda frequente di quasi tutti è quando finisce questo maledetto caldo? Il quadro di caldo e umidità persisterà per tutta la settimana, con effetti che meritano attenzione anche sul fronte sanitario, come ricordano gli avvisi del Ministero della Salute sulle città a rischio. Sulla data dello stop, insomma, restano soltanto ipotesi.

Anticiclone subtropicale e onda di calore sull’Italia
Sullo scenario euroatlantico l’Anticiclone Atlantico, orientato verso latitudini elevate, devia il flusso perturbato lungo il suo bordo orientale, in discesa dalla Groenlandia. Ad alimentarlo è aria polare che transita tra Mar di Norvegia e Scozia, mentre sul medio Atlantico, dalle parti delle Isole Azzorre, si scava un cavo d’onda, sostanzialmente ci arriva aria fresca, pensate che di giorno da quelle parti si stenta ad avere temperature massime sopra i 23°C. Più a est, un minimo di bassa pressione nella Russia europea si sposta lentamente verso oriente e favorirà l’espandersi ancor più aggressivo dell’alta pressione africana sull’Italia.
Sul Mediterraneo occidentale e sull’Europa sudoccidentale comanda un robusto anticiclone subtropicale continentale, disteso in diagonale fino ai settori orientali del continente. Sulla porzione centrale e orientale del bacino il geopotenziale, cioè la pressione atmosferica in quota, resta elevato ma livellato, con valori da record. Infatti, lo Zero Termico sale in quota nel settore italiano occidentale oltre i 5000 metri.
L’Italia è sotto il promontorio di un’alta pressione di matrice tropicale, con una forte avvezione calda in crescita. Avremo condizioni di onda di calore sempre più diffuse.

Temporali isolati sulle Alpi e ai margini della Valle Padana
Come illustrato dalle mappe, qualche crepa all’alta pressione in quota si intravede. Lievi infiltrazioni di aria oceanica in quota potranno accendere isolati temporali sulle Alpi, soprattutto nel settore occidentale e centrale, con temporanea estensione ad alcune aree contigue della Valle Padana. In Pianura Padana – e qnon è una sparata giornalistica – il clima ricorda ormai quello delle foreste tropicali e i rovesci occasionali possono svilupparsi all’improvviso, senza preavviso. Non sono da escludere grandinate anche di rilievo, in un contesto comunque dominato dal caldo estremo, coerente con estati sempre più roventi legate al Riscaldamento Globale.
