Un promontorio subtropicale che non arretra

Sullo scenario euro-atlantico il flusso perturbato principale scende dal Canada fino al medio Atlantico, poi scorre quasi zonale attorno al 40° parallelo e risale ondulato fino alla Scandinavia, attraversando le Isole Britanniche. Il risultato è un’ampia depressione alimentata da aria polare, distesa tra l’Islanda e il Mare di Barents e articolata in diversi minimi. Tutto questo, però, resta confinato alle latitudini settentrionali.

Sul Mediterraneo, infatti, persiste un robusto promontorio di matrice subtropicale continentale, inclinato verso nord-est, che guadagna latitudine sull’Europa orientale fino a lambire l’Ucraina. Più a est il geopotenziale si mantiene alto e livellato grazie a un secondo promontorio che si allunga dal Medio Oriente. In un contesto simile l’Italia finisce schiacciata sotto una cupola di alta pressione che garantisce stabilità quasi ovunque, come già raccontato quando il caldo estremo aveva toccato punte di 42°C sulle regioni centrali.

 

Le crepe nell’anticiclone: dove nasce l’instabilità

Un anticiclone così esteso non è però un muro impenetrabile. In seno al promontorio si insinuano deboli infiltrazioni di aria atlantica più fresca, capaci di generare un minimo chiuso in quota con annessa area di instabilità, che tende a scorrere lungo il Mar Tirreno. Contemporaneamente l’Egeo e il Mar Nero vengono interessati da un debole cavo d’onda.

Sono proprio questi dettagli a fare la differenza sul piano pratico. Il minimo in quota sul Tirreno innesca condizioni di instabilità sui rilievi della Sardegna e sull’Appennino centro-meridionale, mentre a nord correnti più fresche alimentano una moderata attività termoconvettiva pomeridiana sul settore alpino e prealpino. È il meccanismo classico dell’estate italiana, quello che rende i temporali di montagna quasi impossibili da prevedere per le app con qualche giorno di anticipo.

 

Onda di calore con punte di 38-40°C

L’avvezione calda nei bassi strati resta il tratto dominante: la temperatura alla quota di 850 hPa raggiunge valori fino a +22°C sulla Penisola e sulla Sicilia, un dato che al suolo si traduce in un’onda di calore piena. Le aree più esposte sono le pianure del nord, le zone interne del centro-sud e quelle della Sicilia.

Oggi, mercoledì 5 agosto, i picchi massimi arrivano fino a 38-40°C sulle pianure settentrionali e sulle aree interne di Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Sicilia. Valori comunque elevati, fino a 36-38°C, riguardano Sardegna, Marche, Abruzzo, Molise, l’entroterra campano e quello calabrese. Chi vuole farsi un’idea locale può consultare le previsioni per Milano, Firenze, Roma o Palermo, tutte città in prima linea in questa fase rovente. Il quadro conferma quanto anticipato sui picchi estremi al nord accompagnati da temporali con grandine.

 

Mercoledì 5 agosto, rovesci confinati ai monti

La giornata odierna vede rovesci e locali temporali sui rilievi alpini, prealpini e appenninici, in particolare quelli centro-meridionali, oltre che sulla Sardegna orientale. I fenomeni tendono a esaurirsi in serata, salvo locali persistenze sul settore alpino tra Valle d’Aosta, Lombardia e Alto Adige, dove il cielo può restare carico anche dopo il tramonto. Altrove prevalgono condizioni stabili con ampio soleggiamento.

Giovedì 6 agosto, il Triveneto entra nel mirino

Con giovedì 6 agosto la risalita del geopotenziale a centro-sud rafforza ulteriormente il campo anticiclonico, mentre al nord correnti occidentali fresche legate a una debole difluenza in quota accendono l’instabilità sui settori alpini e prealpini, soprattutto quelli orientali.

Al mattino il cielo si presenta sereno, salvo addensamenti sui settori alpini centro-orientali che dalle ore centrali coinvolgono parte della Lombardia e gran parte del Triveneto, con rovesci e temporali localmente anche intensi. In serata l’instabilità permane tra Trentino e Friuli, in assorbimento altrove: chi si trova a Bolzano o a Trieste farà bene a tenere d’occhio il cielo nel pomeriggio.

Sul centro e sulla Sardegna il cielo resta per lo più sgombro da nubi, con addensamenti pomeridiani lungo l’Appennino e sulle zone interne toscane e laziali, in dissolvimento a fine giornata. Al sud e sulla Sicilia la nuvolosità risulta irregolare sulle regioni tirreniche, con rovesci e isolati temporali che si estendono a gran parte del settore, a eccezione del versante adriatico pugliese, dove il bel tempo non viene messo in discussione. Le minime calano lievemente su Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata; le massime scendono su Sardegna meridionale, Sicilia, Calabria e Puglia salentina, mentre restano stazionarie al nord. I venti sono deboli e variabili, a regime di brezza lungo le coste, con locali rinforzi nelle zone temporalesche. Mossi il Mare e il Canale di Sardegna e lo Stretto di Sicilia, da poco mossi a mossi il Mar Ligure e il Mar Tirreno, calmo l’Adriatico.

 

Venerdì 7 agosto, il giorno della svolta al nord

Venerdì 7 agosto rappresenta il primo vero punto di rottura. Già nella notte rovesci e qualche temporale interessano il Friuli-Venezia Giulia, poi dalla tarda mattinata la nuvolosità si estende ai rimanenti rilievi alpini e prealpini e, nelle ore centrali, a gran parte del settore settentrionale. Su Friuli, Trentino e alto Veneto i fenomeni risultano particolarmente intensi, con locali coinvolgimenti pomeridiani e serali anche delle pianure centro-occidentali. Nel pomeriggio la convezione si accende pure sull’Appennino peninsulare e sulla Sicilia.

Al centro il peggioramento è temporaneo ma marcato sulle aree interne, con rovesci e temporali diffusi tra Marche, Abruzzo e basso Lazio, mentre la Sardegna resta soleggiata e Cagliari vede anzi le massime crescere in modo più deciso. Le temperature al nord iniziano a calare, pur restando generalmente superiori ai 35°C sulle pianure, mentre le aree interne di Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Sicilia conservano picchi di 38-39°C. Sulla Sardegna occidentale i venti ruotano da nord-ovest con intensità da debole a moderata nelle ore pomeridiane, e non mancano raffiche improvvise sotto i temporali. È lo scenario che aveva fatto parlare di un caldo in calo dal weekend accompagnato da temporali violenti.

 

Il weekend dell’8 e 9 agosto

Sabato 8 agosto il tempo si fa instabile con cielo nuvoloso sulle regioni nord-orientali e su quelle meridionali tirreniche, e con rovesci e isolati temporali che nelle ore centrali raggiungono anche il centro Italia. In serata i fenomeni si esauriscono gradualmente.

Domenica 9 agosto si riparte da un cielo sereno, ma l’instabilità pomeridiana torna a farsi sentire fino a sera, con rovesci o temporali al nord e fenomeni meno intensi sull’Appennino centro-meridionale e sulle Isole Maggiori. In tarda serata il cielo torna privo di nubi.

 

Lunedì 10 e martedì 11 agosto, l’instabilità scivola al centro

Lunedì 10 agosto il maltempo insiste al nord, sulla Toscana, sulle Marche e sui settori tirrenici centro-meridionali, Sicilia compresa. Martedì 11 agosto i rovesci e gli isolati temporali si concentrano invece sulle regioni centrali, tra Toscana, Lazio e Appennino abruzzese, con fenomeni più isolati su Sicilia e Sardegna orientale.

 

Che cosa aspettarsi oltre Ferragosto

La direzione è chiara: non siamo davanti a una perturbazione atlantica in piena regola, ma a un logoramento progressivo del promontorio subtropicale, che apre varchi sempre più larghi all’aria umida in quota. Il Mediterraneo eccezionalmente caldo fornisce il carburante, e questo significa fenomeni brevi ma violenti, spesso grandigeni, più che piogge distese e uniformi. È esattamente la lettura che emergeva dall’analisi sugli accumuli di pioggia attesi nelle prossime due settimane, con la Pianura Padana probabilmente sottostimata dai modelli.

Oltre la metà del mese le proiezioni divergono: una parte degli scenari propone un arretramento verso sud del caldo estremo e una circolazione più occidentale, un’altra insiste sul ritorno dell’alta pressione. La terza via, forse la più realistica, è quella di una rottura estiva vera, con temporali di forte intensità ma senza crolli termici degni di questo nome, come già ipotizzato parlando dei temporali violenti attesi dal 7 agosto e del successivo rinfrescamento. Per ora la certezza è una sola: fino a venerdì il caldo resta padrone, e i temporali continueranno a essere ospiti di montagna.

 

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