La parentesi instabile sta per aprirsi

Archiviata la fase quasi estiva di inizio Aprile, con temperature che hanno localmente sfiorato i 30°C in modo del tutto anomalo per il periodo, l’Italia si appresta a vivere un cambio di circolazione deciso. Tra Lunedì 13 e Giovedì 16 Aprile il maltempo interesserà gran parte della Penisola, con piogge, temporali e un crollo termico anche di 10-12°C rispetto ai valori recenti. Una fase perturbata intensa, che lascerà il posto a uno scenario meteorologico più variegato e per certi versi più interessante da leggere nella sua evoluzione successiva.

 

Dal 17 al 20 Aprile: la transizione

Esaurito il nucleo perturbato principale, tra il 17 e il 20 Aprile l’instabilità si farà più localizzata e meno organizzata. I fenomeni saranno prevalentemente pomeridiani, legati al riscaldamento diurno, e si concentreranno sui rilievi appenninici centro-meridionali e su quelli alpini e prealpini. Sul resto del territorio il tempo tenderà a migliorare progressivamente, anche se non mancheranno sorprese: siamo pur sempre in piena Primavera, la stagione per definizione più capricciosa dell’anno. I modelli matematici suggeriscono verso il weekend del 18-19 Aprile una nuova possibile rimonta dell’alta pressione sul Mediterraneo centrale, con graduale stabilizzazione su tutta la Penisola, temporali in esaurimento e sole tornato protagonista. Le temperature saliranno, ma senza riproporre le anomalie quasi estive di inizio mese: ci si attende un ritorno a valori più consoni per la stagione.

 

La terza decade di Aprile: un’Italia di nuovo divisa in due

È nella terza decade di Aprile che lo scenario si fa più interessante. Le proiezioni a medio termine disegnano un’Italia che torna a spezzarsi in due, stavolta però in modo differente rispetto a quanto visto nelle settimane precedenti, quando era il Sud a fare i conti con il maltempo più intenso. Le infiltrazioni di aria umida progressive interesseranno i settori settentrionali e poi via via anche quelli centrali della Penisola, favorendo rovesci e temporali diurni, specie sui rilievi. Al contrario, sulle regioni meridionali e insulari potrebbe consolidarsi una flebile alta pressione, con fenomeni rari e confinati principalmente in prossimità dei rilievi. Un’altalena che non darà tregua, con sbalzi termici e grandinate legate ai contrasti tipici del periodo.

 

Le anomalie pluviometriche attese fino a fine Aprile

Guardando al quadro complessivo delle precipitazioni attese fino a fine Aprile, emerge un bilancio articolato che vale la pena leggere nel dettaglio. Il Nord-Ovest sarà il settore più piovoso in assoluto: sul Piemonte occidentale e sui settori alpini e prealpini occidentali le precipitazioni potrebbero superare la norma del 30-40%, una notizia tutt’altro che banale per un’area che accusa ancora un deficit idrico. Sopra media anche alcune zone dell’Emilia-Romagna prossime all’Appennino, il medio e basso Adriatico, la Calabria ionica e localmente il Nord e l’Est della Sicilia.

Leggermente sotto la media, pur con precipitazioni presenti a fasi alterne, risulteranno invece Alpi e Prealpi centro-orientali, il Levante ligure, il Nord e Centro-Est Toscana, l’Appennino centrale e il Centro-Ovest della Campania. Valori sostanzialmente nella norma sul resto del Paese. Il quadro complessivo restituisce dunque un’Italia che entro fine Aprile non sarà né in surplus né in deficit marcato, fatta eccezione per i settori alpini e prealpini occidentali, destinati a chiudere il mese con un bilancio pluviometrico positivo.

 

Le temperature: finalmente nella norma

Sul fronte termico il quadro è più rassicurante. Dopo il calo brusco attorno al 13 Aprile, le temperature si riporteranno su valori tipici per la stagione e ci resteranno fino a fine mese, con eventuali scostamenti moderati e contenuti. Nessun ritorno in vista delle anomalie quasi estive di inizio Aprile, nessun anticiclone africano all’orizzonte per le prossime settimane. Una Primavera nella norma, con le sue oscillazioni fisiologiche, i suoi temporali pomeridiani e i suoi sbalzi di umore: esattamente quello che questa stagione dovrebbe essere, e che le fiammate precoci di caldo e le fasi di maltempo severo e prolungato avevano fatto quasi dimenticare.

 

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