Stiamo per vivere una parentesi assolata con temperature decisamente fuori stagione, specie al Centro-Nord, dove l’Anticiclone Subtropicale farà sentire tutto il suo peso proprio durante le festività pasquali. Un assaggio di tepore che appartiene solitamente a una fase stagionale più avanzata, piacevole quanto temporaneo. Perché le ultime elaborazioni modellistiche iniziano a delineare con sufficiente chiarezza quello che arriverà dopo, e il quadro merita attenzione.

 

Tra il 9 e il 10 Aprile: i primi segnali di cedimento

L’egemonia dell’anticiclone inizierà a scricchiolare già tra il 9 e il 10 Aprile. Una massa d’aria più fresca in discesa dal Nord Europa punterà verso le Alpi, portando un aumento della nuvolosità e le prime precipitazioni sparse sui settori settentrionali. Sarà il preludio a un cambiamento ben più radicale, destinato a coinvolgere progressivamente tutta la Penisola.

 

Il weekend dell’11-12 Aprile: maltempo diffuso e crollo termico

Il vero peggioramento è atteso per il weekend successivo a Pasqua. A guidare l’affondo sarebbe una profonda depressione collocata tra i Paesi Baltici e la Scandinavia, capace di convogliare verso sud correnti di matrice polare. L’Italia si troverebbe così investita da una fase di maltempo organizzato, con il rischio che le energie in gioco favoriscano la genesi di un vortice mediterraneo secondario sulla Penisola.

Le temperature, che fino a pochi giorni prima avevano sfiorato valori quasi estivi, crollerebbero su valori ben al di sotto della media stagionale. Uno sbalzo termico brusco, accentuato dalle raffiche di vento che renderebbero le giornate percettivamente più fredde di quanto indichino i termometri.

 

Piogge, temporali, grandine e neve in quota

Piogge diffuse e temporali interesserebbero gran parte della Penisola, con possibili grandinate nelle aree dove il contrasto termico risulterà più marcato. La neve tornerebbe a quote relativamente basse per il periodo, imbiancando le Alpi e l’Appennino, un evento che per la stagione non dovrebbe sorprendere ma che, dopo giorni quasi estivi, colpirà comunque.

 

Il rischio di instabilità prolungata

L’elemento che preoccupa di più non è l’episodio singolo, ma la possibile affermazione di uno scambio meridiano tra alte e basse latitudini, che aprirebbe le porte a una fase di instabilità prolungata con impulsi perturbati in successione. Non una fiammata passeggera, insomma, ma un periodo movimentato destinato a caratterizzare buona parte della seconda decade di Aprile.

È un copione già visto, eppure colpisce sempre per la velocità con cui l’atmosfera cambia faccia. La primavera non ha mai promesso linearità, ma l’ampiezza di questi sbalzi, da un quasi anticipo d’estate a condizioni quasi invernali nel giro di pochi giorni, continua a lasciare il segno.

 

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