La quarta ondata di caldo è nel vivo, ma una data di svolta comincia a delinearsi
La quarta ondata di caldo dell’estate si è ormai consolidata sopra la Penisola e, salvo sorprese, non lascerà spazio a rinfrescate concrete per almeno un’altra settimana. L’anticiclone africano ha pigiato sull’acceleratore e la fase più rovente dell’estate è già iniziata, con un solleone che non concede tregua nemmeno nelle ore notturne. Da fine maggio si sono già susseguite tre lunghe ondate di calore, intervallate da brevi parentesi più respirabili, ma senza mai un vero refrigerio. Ora, con la quarta in pieno svolgimento, non si intravede ancora una via d’uscita rapida: soltanto guardando alle proiezioni a più lungo termine del Centro Meteo Europeo comincia a intravedersi un possibile smorzamento, prima al Nord e poi, gradualmente, anche al Centro-Sud.
A rendere la situazione particolarmente gravosa non sono tanto i valori di picco, quanto la persistenza tenace del caldo intenso, che si somma giorno dopo giorno senza lasciare margini di recupero. Le zone interne di Toscana, Lazio, Campania e Sardegna, così come le valli dell’Umbria, vedono il termometro spingersi fino attorno ai 40 gradi, con punte anche superiori nei giorni più critici. Sulle coste i valori restano leggermente più contenuti grazie alle brezze marine, ma il tasso d’umidità più elevato rende comunque l’aria pesante e il disagio percepito resta molto alto.
Il countdown verso i giorni più caldi: fino al 6 agosto punte di 41-42 gradi
La prossima settimana si aprirà nel segno dell’alta pressione, ancora saldamente al comando della scena. Tra lunedì 3 e martedì 4 agosto il cielo resterà sereno su gran parte del Paese, con un caldo afoso e opprimente: le massime si collocheranno diffusamente tra i 35 e i 38 gradi sulle zone di pianura interna, senza escludere punte fino a 40 gradi nei settori più esposti. Una nuova fase acuta, la più intensa dell’intero episodio, riguarderà poi le giornate tra mercoledì 5 e giovedì 6 agosto, quando i picchi potranno spingersi fino a 40-41 gradi in modo più diffuso.
Il caldo sarà esagerato anche in tutta la Val Padana, con punte prossime ai 40 gradi sul cuore della pianura emiliana, da Modena a Bologna. Non saranno risparmiate diverse zone del Triveneto e della Bassa Lombardia, dove il caldo estremo si farà sentire con la stessa intensità osservata più a Sud. A pesare non sono soltanto le temperature massime: anche le minime resteranno elevate, ben oltre la soglia dei 25 gradi sulle principali città del Nord, per il calore accumulato che fatica a disperdersi, specie nelle grandi aree urbane dove la cementificazione amplifica il fenomeno.
Temporali di calore su Alpi e Appennini, rischio grandinate locali
Nonostante la solidità dell’anticiclone, nelle ore più calde della giornata si svilupperanno temporali di calore, soprattutto sulle zone montuose non solo alpine ma anche appenniniche. Il continuo accumulo di calore e umidità nei bassi strati favorirà l’innesco di fenomeni localizzati, complice anche il progressivo invecchiamento della struttura anticiclonica. Nelle aree interessate non si escludono scrosci improvvisi e intensi, grandinate e locali nubifragi, fenomeni che resteranno comunque circoscritti ai rilievi, senza intaccare in modo sostanziale il quadro di stabilità sulle pianure e sulle coste.
L’8 agosto, la data più attesa: primi segnali di cedimento
Il vero punto di svolta, secondo le proiezioni più recenti, potrebbe arrivare proprio nel secondo weekend di agosto. Tra sabato 8 e domenica 9 agosto l’avanzata di un’onda depressionaria sull’Europa Centro-Occidentale dovrebbe allentare lo strapotere dell’anticiclone subtropicale, favorendo l’ingresso sul Mediterraneo di correnti più fresche di matrice oceanica. Si aprirebbe così la strada non solo a un calo termico, ma anche al passaggio di un fronte temporalesco capace di portare instabilità sulle regioni centrali e sui versanti adriatici. L’anticiclone africano dovrebbe placare la sua presa proprio tra l’8 e il 10 agosto, con temperature che scenderanno su livelli meno opprimenti rispetto ai giorni precedenti.
Una tregua breve: dopo Ferragosto il caldo potrebbe tornare a salire
Le indicazioni più aggiornate concordano su un aspetto: il possibile respiro fresco durerebbe poco. Le tendenze a più lungo termine confermano infatti una nuova accentuazione del caldo per la seconda decade del mese, con l’anticiclone africano che potrebbe irrobustirsi di nuovo sul Mediterraneo proprio a ridosso di Ferragosto. L’estate 2026 non sembra affatto intenzionata ad abdicare, né a mostrare segnali di cedimento strutturale nel breve periodo.
Proprio per questo il caldo atteso nei prossimi giorni potrebbe rivelarsi il più severo dell’intera stagione, coincidendo con il pieno del solleone estivo. Un accumulo di calore che si riflette anche sulle temperature marine, sempre più elevate, con anomalie che destano preoccupazione anche in vista dell’evoluzione meteo autunnale. Il break temporalesco di metà mese, insomma, va letto più come un breve intermezzo che come una vera fine della fase calda: dopo il transito della perturbazione, il meteo sembra destinato a orientarsi verso l’ennesima invasione di aria calda dal continente africano.
Credit World Meteorological Organization Copernicus Climate Change Service – Climate Bulletin ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

