Il caldo estremo spinge i prezzi dell’elettricità ai livelli invernali

Fa caldo, fa davvero caldo, e la bolletta se ne accorge. L’ondata di calore che ha investito l’Europa in queste settimane ha fatto schizzare i prezzi dell’energia elettrica fino a toccare cifre che, di solito, si vedono solo in pieno inverno, quando il riscaldamento delle case manda sotto pressione le reti. Il continente, va ricordato, è quello che si sta scaldando più rapidamente al mondo: le ondate di calore estive, con il loro impatto sulla rete elettrica, sono destinate a diventare la norma, non l’eccezione.

 

Domanda di raffrescamento alle stelle, produzione in calo

Tra fine giugno e metà luglio i prezzi sono saliti a ridosso dei giorni più caldi, con gli operatori del mercato elettrico costretti a rincorrere una domanda di raffrescamento fuori scala. A complicare il quadro ci ha pensato anche il calo di produzione: meno energia dal nucleare francese, meno dagli impianti a gas in Germania e nel Regno Unito, e pure l’eolico ha tirato il fiato, perché il caldo porta spesso con sé venti fiacchi.

Il 23 giugno i prezzi giornalieri hanno raggiunto in Germania i 210 euro per megawattora, mentre in Francia e nel Regno Unito i contratti sono tornati su livelli che non si vedevano da gennaio 2025, secondo i dati elaborati da LSEG. «Il cambiamento climatico non porta solo a un aumento delle temperature medie ma anche a un incremento degli eventi estremi, credo che le ondate di calore diventeranno la norma, con effetti su gas ed elettricità», ha osservato l’analista di Kpler Alessandro Armenia, che si aspetta una volatilità ancora maggiore la prossima estate.

 

Il nucleare francese frenato dai fiumi troppo caldi

Il nucleare resta la prima fonte elettrica dell’Unione europea, con circa il 23% della produzione complessiva, secondo i dati di Ember. Il parco reattori francese, il più grande d’Europa e da sempre esportatore verso i Paesi vicini, viene raffreddato con l’acqua dei fiumi. Ed è qui il problema, insomma: quando le temperature fluviali salgono oltre certe soglie, gli impianti devono ridurre la produzione. La centrale di Bugey, nella Francia orientale, per esempio, è costretta a rallentare se il Rodano, il fiume che la raffredda, supera i 26°C.

Con punte oltre i 40°C, la produzione nucleare francese è stata tagliata per diversi giorni di oltre 9 gigawatt, su 12 reattori dei 57 complessivi, secondo i dati di Kpler. E le temperature elevate nei fiumi che raffreddano gli impianti francesi sono attese per buona parte dell’estate.

 

Gas e solare perdono efficienza con il caldo

Le turbine a gas, che coprono quasi il 17% dell’energia elettrica dell’Unione europea, funzionano un po’ come due polmoni: respirano aria per produrre energia. Quando l’aria è più calda, però, contiene meno ossigeno, e questo riduce la quantità di combustibile che può essere bruciata in modo efficiente. Una giornata a 30°C, per fare un esempio concreto, può ridurre la produzione di un impianto a gas tipico di un 7-12%, secondo i dati di Rystad Energy.

«L’effetto da solo potrebbe non bastare a spiegare i prezzi estremi, ma si somma a tutti gli altri vincoli che contano quando il sistema è già sotto stress», ha spiegato Tor Olav Haegeland, analista di Rystad. A pesare sui costi di produzione c’è anche il prezzo del gas, tornato ai massimi dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, con la guerra in Iran che ha ridotto i flussi energetici dal Medio Oriente.

Pure i pannelli solari, va detto, non sono immuni: con il caldo intenso possono perdere efficienza, perché le alte temperature abbassano la tensione delle celle fotovoltaiche, anche in presenza di molto sole.

 

La domanda di raffrescamento cresce con le estati più calde

L’aria condizionata non è ancora diffusa in Europa quanto in Asia o negli Stati Uniti, dove la domanda elettrica raggiunge il picco proprio nella stagione del raffrescamento estivo. Ma l’uso dei climatizzatori sta crescendo, mano a mano che le estati si fanno più roventi e le ondate di calore più frequenti. E con questo, inevitabilmente, arrivano picchi di domanda elettrica sempre più marcati.

«Il problema tipico che osserviamo è un disallineamento: c’è meno produzione elettrica durante le ondate di calore, proprio nel momento in cui la domanda aumenta», ha sottolineato Laurent Bataille, vicepresidente esecutivo per le operazioni europee di Schneider Electric. Nel Regno Unito, il National Energy System Operator ha emesso il 23 giugno il suo primo avviso di margine elettrico estivo di sempre, chiedendo ai produttori di aumentare l’offerta.

Il quadro, insomma, racconta di una rete elettrica europea messa alla prova da un clima che cambia più in fretta del previsto, tra fiumi troppo caldi per raffreddare i reattori e turbine che faticano a respirare.

Per restare aggiornati sull’andamento delle temperature nelle prossime settimane, consultate le previsioni meteo per Milano e il quadro generale delle ondate di calore in Italia. Sul fronte dei consumi, potete approfondire l’impatto delle temperature record sulle bollette energetiche e leggere l’ultimo aggiornamento sulle previsioni meteo in Europa.

 

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