
Il primo colpo non arriva dal termometro, ma arriva quando le porte automatiche dell’aeroporto si aprono verso la fermata dei bus e l’aria ti si appoggia addosso come un asciugamano bagnato. Sono uscito da Haneda un 13 Agosto verso le nove di sera convinto che l’aria condizionata dentro fosse tarata male. Non lo era. Fuori c’erano ventotto gradi e un tasso di vapore da serra.
Agosto è il mese sbagliato per andare in Giappone. È anche, per chi in Italia prende le ferie quando gliele danno, l’unico mese disponibile. La differenza tra un buon viaggio e dieci giorni passati a inseguire l’ombra sta quasi tutta nel modo in cui si costruisce la giornata.
Un arcipelago lungo quanto mezzo continente
Il Giappone è un arcipelago di oltre quattordicimila isole disteso lungo il margine occidentale dell’Oceano Pacifico, davanti alla costa asiatica. Le Isole Maggiori sono quattro: Hokkaido a nord, Honshu al centro, poi Shikoku e Kyushu verso sud.
L’estensione in latitudine spiega quasi tutto. Hokkaido sfiora il 45° parallelo, la stessa fascia dell’Italia settentrionale. Tokyo sta a 35,7 gradi nord, cioè all’altezza di Creta e leggermente più a sud di Tunisi. La punta meridionale di Kyushu scende sotto il 31° parallelo, dove comincia il clima dell’Egitto settentrionale. Tra l’estremo nord e l’estremo sud, in pieno Agosto, ci sono differenze di sei o sette gradi nelle medie e un abisso nella sensazione di afa.
Sopra il Paese, d’estate, si installa l’anticiclone subtropicale del Pacifico settentrionale, che spinge aria calda e satura di umidità verso la terraferma. È lui il vero protagonista del viaggio.
Il clima di Agosto secondo l’agenzia meteorologica giapponese
I dati che seguono vengono dalla Japan Meteorological Agency (JMA), il servizio meteorologico nazionale, e si riferiscono alla stazione di Tokyo.
La normale climatica del trentennio 1991-2020 per Agosto indica una temperatura media mensile di 26,9°C e 154,7 millimetri di pioggia. Numeri che sembrano gestibili. Poi si guarda cosa succede davvero. Nell’Agosto 2023 la media mensile è stata di 29,2°C, con massime medie giornaliere di 34,3°C e minime medie di 26,1°C. Nell’Agosto 2024 la media è stata di 29,0°C, con massime medie di 33,6°C, minime medie di 25,7°C e 381 millimetri di pioggia, oltre il doppio della norma.
Il dato che conta per il viaggiatore è quello delle minime. Una minima media di 26°C significa che l’aria non si asciuga mai, nemmeno alle quattro del mattino. Chi arriva dalla Pianura Padana conosce le notti tropicali, ma qui sono la regola per l’intero mese, non un episodio di pochi giorni. Vabbè, in questo 2026 anche in Italia sono la regola.
La tendenza recente è netta. Sempre secondo la JMA, l’estate 2025 (Giugno-Agosto) ha chiuso a +2,36°C rispetto alla norma: la più calda dall’inizio delle rilevazioni nel 1898, ben oltre il precedente primato condiviso da 2023 e 2024, entrambi a +1,76°C. Il 5 Agosto 2025, a Isesaki, nella prefettura di Gunma, sono stati misurati 41,8°C, nuovo record nazionale assoluto. Anche il mese più caldo mai registrato nell’arcipelago risale a quella stagione, con un’anomalia di +2,89°C a Luglio. Non è un caso isolato: già il caldo record dell’estate 2024 aveva mandato in ospedale decine di migliaia di persone.
Poi c’è la questione tifoni. Agosto è il mese con il maggior numero medio di formazioni nel bacino, circa 5,7 secondo le normali JMA 1991-2020, anche se le tempeste più dannose per il Giappone arrivano di solito a Settembre, quando incontrano il fronte delle piogge autunnali. La probabilità che un tifone rovini l’intero viaggio è bassa; quella che ti cancelli un volo interno o un traghetto per un giorno è concreta. I tifoni stanno diventando più intensi man mano che gli oceani si scaldano, e la stagione nel Pacifico occidentale lo conferma anno dopo anno. Un’assicurazione che copra i cambi di data vale i suoi soldi.
In pratica: parti da Milano con trentacinque gradi secchi e atterri in trentadue gradi bagnati. Sono due animali diversi.
Montagne dappertutto, e un mare che non rinfresca
Tre quarti del territorio giapponese sono rilievi. Le Alpi Giapponesi, nel cuore di Honshu, superano in più punti i 3.000 metri; il Monte Fuji arriva a 3.776 metri e in Agosto è aperto alle salite, con accessi contingentati, tariffa d’ingresso e sentieri che d’estate si percorrono di notte per arrivare in vetta all’alba.
La quota è l’arma migliore che hai. Ogni cento metri di dislivello valgono circa mezzo grado in meno, e in montagna cala anche l’umidità. A Kamikochi, altopiano a circa 1.500 metri nelle Alpi Giapponesi, si cammina in maglietta a maniche corte senza sudare come a Osaka. Il mare, invece, non aiuta: la corrente calda Kuroshio risale lungo il versante pacifico e in Agosto l’acqua sfiora i ventisette o ventotto gradi. Un bagno rinfresca per novanta secondi.
Dieci giorni costruiti attorno al caldo
L’errore classico è distribuire le visite in modo uniforme tra le dieci e le diciotto. In Agosto quella fascia oraria va svuotata.
Primi tre giorni a Tokyo, con sveglia alle cinque e mezza. Il Santuario Meiji alle sei del mattino è un’altra cosa rispetto a mezzogiorno: ghiaia, cedri, quasi nessuno. Colazione da un konbini, poi mercato esterno di Tsukiji e quartieri bassi verso Yanaka. Dalle undici alle sedici si sta al chiuso: museo nazionale a Ueno, piani interrati dei grandi magazzini, un bagno pubblico. La sera si esce di nuovo, e la città cambia mestiere.
Quarto giorno in quota, verso Nikko, seicento metri di altitudine e boschi di cedri, oppure verso Hakone se si vuole tentare la fortuna con il Fuji, che d’estate resta nascosto dietro la foschia quasi tutti i giorni.
Dal quinto al settimo giorno le Alpi Giapponesi: Matsumoto e il suo castello nero, Takayama con le case di legno annerito, e una notte a Kamikochi. È la parte del viaggio che nessuno mette in programma e che tutti, dopo, raccontano per prima. Ho sbagliato qui il mio primo viaggio, tenendo tre giorni in più in città e rinunciando alla montagna: non lo rifarei.
Ottavo e nono giorno a Kyoto. Il Fushimi Inari va affrontato alle sette del mattino: le migliaia di portali rossi salgono per quattro chilometri lungo un fianco boscoso e a metà pomeriggio quella scala diventa una prova fisica seria. Ci ho provato una volta alle due del pomeriggio, sono tornato indietro dopo venti minuti con la maglietta da strizzare. Decimo giorno a Nara, con i cervi che a mezzogiorno stanno sdraiati all’ombra e ti guardano male se li disturbi, e rientro serale da Osaka.
Quello che i giapponesi hanno inventato per sopravvivere all’estate
Qui sta la parte che rende Agosto interessante invece che soltanto faticoso. Il Paese ha costruito un’intera cultura materiale attorno alla calura.
I konbini aperti ventiquattro ore sono rifugi climatizzati ogni duecento metri, con asciugamani refrigerati, bevande al sale e caramelle elettrolitiche in vendita accanto alle riviste. Le stazioni hanno vagoni a raffreddamento ridotto per chi soffre l’aria condizionata. Davanti ai negozi si pratica ancora l’uchimizu, il gesto di spargere acqua sull’asfalto all’imbrunire per abbassare la temperatura di un paio di gradi: l’odore che ne esce, asfalto caldo bagnato più fumo di yakitori, è il profumo dell’estate giapponese più di qualsiasi incenso.
Poi c’è il kakigori, ghiaccio tritato finissimo con sciroppo e latte condensato, servito in ciotole enormi nei chioschi dei templi. E il rumore. Le cicale, semi, producono un fondo sonoro talmente denso che nei parchi bisogna alzare la voce per farsi sentire. Quando smettono, di colpo, all’inizio di Settembre, i giapponesi lo notano come noi notiamo la prima nebbia.
Il Ministero dell’Ambiente e la JMA emettono avvisi ufficiali per il rischio di colpo di calore, diffusi in tempo reale su app e cartelloni. Conviene installarne una prima di partire.
Cosa cambia tra inizio, metà e fine mese
La prima settimana è quella dei grandi festival del nord: il Nebuta Matsuri di Aomori, dal 2 al 7 Agosto, porta in strada carri di carta illuminati alti diversi metri, e a quella latitudine si dorme senza condizionatore. Chi vuole vedere i matsuri nella loro forma più densa deve puntare lì.
A metà mese cade l’Obon, la ricorrenza dei defunti: attorno al 13-16 Agosto milioni di giapponesi si spostano verso i paesi d’origine. Treni pieni, hotel cari, alcuni ristoranti chiusi. In compenso il 16 Agosto a Kyoto si accendono sui monti attorno alla città i fuochi del Gozan Okuribi, grandi ideogrammi di fiamma visibili dai ponti sul fiume Kamo. Se il viaggio cade in quei giorni, i posti sui treni a lunga percorrenza vanno prenotati con settimane di anticipo.
L’ultima settimana è la meno affollata e la più instabile, con temporali pomeridiani frequenti sulle zone interne e maggiore probabilità di tifoni in transito. È anche il momento in cui i prezzi dei voli cominciano a scendere.
Una cosa da mettere in valigia che nessuno ti dice: due paia di scarpe da ginnastica, non uno. Con quattro camicie di ricambio e ventimila passi al giorno, dopo settantadue ore il primo paio non è più asciutto.
Credit
- Japan Meteorological Agency, Tokyo Climate Center: rapporto sulle temperature record dell’estate 2025
- Japan Meteorological Agency, ClimatView: dati mensili e normali climatiche della stazione di Tokyo
- Japan Meteorological Agency: tavole delle statistiche climatiche mensili
- NOAA National Centers for Environmental Information: rapporti climatici mensili globali
