Caldo troppo in anticipo

Questo aprile fin troppo mite lascia qualche dubbio. Temperature da metà giugno sulle pianure del Settentrione, il sole che scalda già al mattino come se l’estate fosse già alle porte, una sensazione di benessere meteorologico che però stride con il calendario. Il bel tempo non si discute, ci mancherebbe. Ma una cosa è goderselo, altra cosa è scambiarla per normalità.

L’anticiclone subtropicale ha tenuto banco in questi ultimi giorni, regalando giornate degne di fine primavera e facendo dimenticare che siamo ancora nella prima decade di aprile. Ma le mappe raccontano già un’altra storia, e il cambio di scena si avvicina con passo deciso.

 

Da domenica 12 aprile il meteo cambia volto

La struttura anticiclonica che ha protetto l’Italia nelle ultime settimane comincerà a sgretolarsi a partire da domenica 12 aprile, ritirandosi verso ovest e lasciando spazio a correnti ben più agitate di matrice atlantica. Il deterioramento sarà progressivo ma senza esitazioni, alimentato da una saccatura di un certo peso che si farà sentire proprio sul finire del fine settimana. Tra la tarda serata di domenica e la giornata di lunedì, il maltempo tornerà a fare sul serio, con piogge, temporali e un’aria improvvisamente più pesante e umida, quella che ricorda come la primavera vera sia fatta anche di questo.

 

La seconda decade di aprile: instabilità diffusa fino al 20-21

Quello del 12-13 Aprile non sarà un episodio di maltempo isolato. L’intera seconda decade del mese si preannuncia piuttosto movimentata, con l’Italia posizionata lungo quella linea di confine tra masse d’aria diverse in cui il tempo raramente trova un assetto stabile. Vale la pena tenere d’occhio soprattutto la finestra che va dal 13 aprile al 20-21 aprile: frequenti perturbazioni, scambi meridiani vivaci, un dinamismo atmosferico che porterà con sé anche un sensibile calo delle temperature, sotto le medie del periodo in alcuni casi anche di parecchio.

Una depressione nordatlantica, una volta incuneata tra la Penisola Iberica e il Nord Africa, tenderà ad approfondirsi rapidamente, innescata dall’enorme gradiente termico che si verrà a creare. Da quel processo prenderà forma un vortice ciclonico secondario con traiettoria preoccupante, destinato a risalire verso nord puntando direttamente la Sardegna e la Sicilia.

 

Aria fredda continentale e rischio maltempo violento

In contemporanea, aria fredda di origine continentale affluirà da est, lambendo le regioni adriatiche, dove il calo termico sarà probabilmente il più marcato. Quella stessa aria andrà anche ad alimentare il vortice, amplificandone l’intensità. I contrasti termici in gioco potrebbero essere talmente accentuati da sostenere episodi di maltempo particolarmente violenti: nubifragi, grandinate, nevicate sui rilievi di quota più elevata. Nel corso della settimana successiva potrebbe poi strutturarsi un secondo vortice ciclonico afro-mediterraneo, sempre in risposta a ulteriori affondi depressionari nordatlantici. Un’Europa che fatica a trovare equilibrio, una primavera che in questi anni sembra sempre più difficile da inquadrare con serenità.

 

Verso fine mese: il caldo potrebbe tornare

Guardando oltre, verso il finire di aprile, qualcosa cambia di tono. Alcune proiezioni indicano una rinnovata tendenza al rialzo dei valori di geopotenziale sull’Europa, con la possibile comparsa di un potente Anticiclone Africano. Le ultime stagioni ci hanno abituati a questi ritorni nordafricani, a questo caldo che arriva presto e parte tardi. Resta però aperta una questione più ampia: le piogge delle prossime settimane saranno preziose per i bacini idrici e per un territorio che deve arrivare all’estate in condizioni accettabili. Una primavera autentica, con tutto il suo carico di variabilità, è in fondo quello di cui si ha davvero bisogno.

 

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