Ultimi giorni di stabilità, poi arriva il ribaltone

Regge ancora il meteo stabile sull’Italia con temperature ben sopra la media, ma siamo ormai agli sgoccioli. Lo scenario non subirà particolari variazioni sino alla giornata odierna di Sabato 11 Aprile, poi un progressivo cedimento del campo anticiclonico si manifesterà alla fine della settimana per l’azione incalzante di una perturbazione in arrivo dalla Francia e, allo stesso tempo, di un vortice in risalita dal Marocco. Le due distinte azioni perturbate uniranno le forze, dando vita a un unico vortice che a inizio settimana agirà sull’Italia con decisione.

Come già anticipato nei precedenti aggiornamenti, la seconda decade di Aprile si rivelerà nettamente più dinamica e instabile. Il responsabile principale di questo stravolgimento sarà un nucleo di bassa pressione in risalita dal Nord Africa, qualcosa di piuttosto raro e notoriamente imprevedibile quando transita sul Mediterraneo. Nel suo tragitto sopra le acque dei nostri bacini, già caratterizzate da temperature superficiali fortemente anomale e fin troppo calde per il periodo, il vortice farà il pieno di energia termica, scaricando poi precipitazioni abbondanti sulle regioni esposte. A dare ulteriore spinta al sistema saranno le correnti molto più fresche e instabili in discesa dal Nord Europa, richiamate dal profondo minimo: una vera e propria miccia per fenomeni di una certa intensità.

 

Giorno per giorno: l’arrivo e l’evoluzione del maltempo

Oggi, Sabato 11 Aprile si avvertiranno i primi scricchiolii del bel tempo, con maggiore insorgenza di nubi pomeridiane sulle zone interne appenniniche e copertura nuvolosa a tratti compatta tra Piemonte, Valle d’Aosta e alta Lombardia, senza però fenomeni significativi. Domenica 12 Aprile l’aumento della nuvolosità coinvolgerà tutte le regioni di Ponente, con piogge sparse in arrivo al Nord-Ovest e più isolate in Sardegna, con tendenza a intensificazione dei fenomeni verso sera. I primi rovesci temporaleschi si avranno già nel pomeriggio sull’Appennino settentrionale, sulle Alpi occidentali e sulla Sardegna interna.

 

Lunedì 13 e martedì 14 Aprile: l’apice del maltempo

Lunedì 13 Aprile sarà la giornata di svolta. Subito maltempo al Nord-Ovest, Alpi e Prealpi, poi Sardegna e aree tirreniche. Nel corso delle ore si assisterà alla formazione di un vero e proprio vortice, con piogge abbondanti e venti che sulle coste tirreniche raggiungeranno intensità di burrasca. Sull’Appennino occidentale si avranno precipitazioni diffusamente nevose, anche a causa delle temperature in sensibile diminuzione, con valori che scenderanno anche di oltre 10°C rispetto a quelli attuali e in montagna anche di ben oltre 15°C. La bassa pressione dovrebbe portarsi sulla Sardegna e richiamare correnti da est sul Nord Italia, innescando la condizione atmosferica nota come Stau: le Alpi occidentali e l’Appennino settentrionale faranno da barriera, favorendo precipitazioni prima a carattere temporalesco, poi tendenzialmente più diffuse.

 

Martedì e mercoledì: il maltempo si sposta verso Sud

L’instabilità atmosferica proseguirà nella giornata di Martedì 14 Aprile, spostandosi verso le regioni centrali e il Nord-Est, dove risulterà più attenuata. Persisterà invece con una certa intensità sulla Sardegna, dove la bassa pressione continuerà a ruotare portandosi poi verso il Canale di Sicilia. Il tempo inizierà a peggiorare su tutto il Sud Italia e la Sicilia, con piogge e temporali che localmente potrebbero essere di forte intensità, soprattutto sui versanti ionici, dove lo Stau contribuirà a scaricare grandi quantità di precipitazioni. Particolare attenzione alle zone già provate dal precedente ciclone Erminio, ovvero Abruzzo e Molise. Il ciclone si sposterà poi verso oriente, interessando principalmente il settore ionico. Non sono invece attese grandi nevicate sull’Appennino centrale, a differenza del precedente peggioramento associato a una situazione meteorologica del tutto diversa.

 

Supercelle e grandi celle temporalesche

Una dinamica da tenere d’occhio è quella delle grandi celle temporalesche e delle supercelle. Questi temporali hanno una struttura del tutto particolare: ruotano attorno a sé stessi e sono in grado di generare un nucleo locale di bassa pressione, quello che i meteorologi chiamano mesociclone. Richiamano aria umida, si autoalimentano e diventano vere e proprie macchine da tempesta, capaci di causare grandinate violente, nubifragi, alluvioni lampo e raffiche di vento molto forti. In alcune circostanze possono persino generare tornado. Considerando l’enorme quantità di energia potenziale in gioco tra Lunedì e Mercoledì, non si può escludere il rischio di eventi estremi localizzati. Le precipitazioni più intense potrebbero peraltro variare percorso rispetto alle indicazioni dei modelli, colpendo anche settori al momento apparentemente meno esposti.

 

Le prospettive oltre metà settimana

La circolazione depressionaria sembra destinata a persistere sino a metà settimana, influenzando con maltempo soprattutto il Centro-Sud. Successivamente potrebbe avanzare una rimonta anticiclonica da ovest e, entro il fine settimana successivo, il sole potrebbe tornare a prevalere quasi ovunque, a eccezione di qualche nota d’instabilità al Sud, in un contesto di clima gradevole e non eccessivamente caldo. Attenzione però: l’instabilità atmosferica tornerà in dirittura d’arrivo a partire dalle regioni settentrionali, con nuovi temporali e possibili grandinate anche localmente abbondanti. Questa è la tendenza meteorologica della stagione in corso per il Nord Italia.

 

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